Effetti

Gli effetti più dannosi dovuti ai contaminanti presenti nell'olio sono:

EFFETTO "CARTAVETRO"
Le morchie aderiscono alle parti metalliche e catturano gli altri contaminanti (per esempio la fine polvere metallica che passa attraverso i filtri) rendendo quindi la superficie simile a carta vetro.
Si può facilmente immaginare come questo effetto aumenti l'attrito e acceleri l'usura dei vari componenti favorendo le perdite d'olio e la perdita di precisione. Questo fenomeno è amplificato all'avviamento degli impianti, quando l'abbassarsi della temperatura ha favorito il solidificarsi di una parte dei prodotti di ossidazione che a temperatura di esercizio è solubile.

MALFUNZIONAMENTO DELLE VALVOLE

   

In condizioni ottimali, l'olio in pressione può circolare uniformemente lungo tutta la circonferenza del pistoncino e genera delle forze radiali equilibrate che permettono al pistoncino di "galleggiare" all'interno del corpo valvola e di muoversi in modo uniforme con il minimo attrito.

 

In condizioni di olio ossidato e valvola sporca (in particolare con gole circonferenziali riempite dalle morchie), l'olio in pressione non può più distribuirsi uniformemente nelle gole e le forze radiali non più equilibrate, spingono il pistoncino contro il corpo valvola.

 

Questo fatto, associato all'effetto di adesione di morchie e contaminanti "duri" sulle superfici del pistoncino e del corpo valvola (effetto cartavetro precedentemente descritto) provoca:
Aumento del coefficiente
d'attrito e sbilanciamento del pistoncino con conseguente funzionamento a scatti e possibile blocco delle valvole. N.B. in questo caso è sufficiente dare un piccolo colpo alle valvole per rimettere in asse il pistoncino e riavviare le valvole stesse.
Anomala e disuniforme usura delle valvole.

INTASAMENTO DEI FILTRI
I prodotti di ossidazione, essendo appiccicosi, nel passare attraverso i filtri aderiscono alle maglie e attirano il resto della contaminazione portando all'intasamento del filtro stesso. Gli effetti, estremamente dannosi, sono i seguenti:
Diminuzione della portata con conseguente riduzione della velocità degli attuatori.
Fenomeni di cavitazione (e vibrazioni) della pompa con conseguente rapido aumento dell'usura della pompa stessa.
Necessità di cambio periodico dei filtri, con tutti i costi derivanti (fermo macchina, mano d'opera, filtri etc.)

MONDAY DISEASE (MALATTIA DEL LUNEDÌ) O DIFFICILE AVVIAMENTO A FREDDO.
I prodotti di ossidazione sono per la maggior parte insolubili nell'olio e quindi sono contaminanti.
La loro solubilità dipende in parte dalla temperatura, ma la velocità di dissoluzione è molto lenta rispetto alla velocità di crescita della temperatura stessa.
All'avviamento di un impianto idraulico, l'olio viene velocemente portato alla temperatura di esercizio. Le morchie, solidificatesi a freddo, impiegano un tempo sensibilmente superiore a sciogliersi, causando vari problemi tra i quali:
difficile passaggio dell'olio attraverso i filtri che comporta la cavitazione delle pompe con relativa usura e basse velocità degli attuatori.
difficile "disincollamento" delle valvole ed elevati scarti di produzione.

Questi problemi spiegano come, a freddo, gli impianti idraulici spesso richiedano eccessive regolazioni e attenzioni anche per molte ore dall'avviamento.

RIDUZIONE DELL'EFFICIENZA DEGLI SCAMBIATORI
Quando le morchie (che sono sostanze isolanti) ricoprono i tubi degli scambiatori di calore, ne riducono l'efficienza provocando un'innalzamento della temperatura dell'olio rispetto a quella prevista. Questo provoca un'accelerazione del processo di ossidazione dell'olio.

 
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